Abbazia San Nicola di Casole

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L'Abbazia di San Nicola di Casole fu costruita nel 1099 da Boemondo I, principe di Taranto e di Antiochia. Il convento Basiliano era una comunità autosufficiente, i cui monaci praticavano tutte le attività necessarie al sostentamento, come la pesca e l'agricoltura, oltre ovviamente a pregare, studiare e copiare gli antichi testi greci.

Il monastero esercitava la sua autorità imponendo regole su molti conventi di Terra d'Otranto e su laure e cenobi di tutto il sud Italia. Molto importante era la biblioteca presente al suo interno, custode di moltissimi testi preziosi, come anche il ruolo che l'intero complesso assumeva come centro di diffusione della Cultura e della Conoscenza.

Il cenobio sorge a un paio di chilometri da Otranto, sulla litoranea per Santa Cesarea, ma ormai di esso rimangono solo pochi resti, a causa dell'invasione dei Turchi del 1480, che con le loro barbarie distrussero parte della struttura. Intorno al 1655 il vescovo di Otranto cercò di recuperare il convento facendolo restaurare, ma il tentativo fu vano e la scomparsa della vita monastica segnò il definitivo declino.

Immerso nelle campagne, lontano dai rumori della città, rievoca l'atmosfera di massimo isolamento in cui si ritiravano i monaci per svolgere le attività quotidiane. Ancora oggi è possibile percepire il senso di pace e tranquillità, grazie ai colori, ai suoni e ai profumi dell'ambiente rurale.