Storia di Otranto

centro storico otrantoIl suo nome, anticamente Hydruntum, probabilmente deriva dal fiume Idro che attraversa la città e sfocia nel porto.
La sua storia è stata segnata dalle molteplici civiltà che si sono succedute nei secoli.
Le prime tracce della presenza dell’uomo ad Otranto risalgono al Neolitico, come dimostrano le pitture ritrovate nella Grotta dei Cervi, un monumento sacrale utilizzato all’epoca per cerimonie religiose. Scoperta nel 1970, è una grotta costiera naturale, la più importante d’Europa per la quantità cospicua di pitture neolitiche presenti al suo interno. I soggetti raffigurati, disegnati con ocra rossa o con guano di pipistrello, rappresentano per lo più scene di caccia al cervo, ma anche cacciatori, animali e simboli magici o astratti.
Tra il 1200 e il 1000 a.C. i primi abitanti di Otranto furono i Messapi, arrivati sulle coste italiane per trovare nuovi spazi di insediamento. La città, inoltre, rappresentava un importante scalo sull’Adriatico per gli scambi con le altre città.
I Greci, arrivati dopo i Messapi, modificarono il nucleo urbano di Otranto seguendo il modello delle polis greche, distinguendolo, senza separarlo, sia dalla campagna che dal mare.
Durante il periodo romano la città di Otranto ebbe un forte sviluppo, divenne municipio e iniziò a battere moneta, coniando valuta propria di bronzo e d’argento. Come testimonianza del passaggio dei Romani troviamo una necropoli con forni crematori, tombe, lapidi con epigrafi, decine di ex-voti, anfore preziose, corredi funebri e monete; inoltre sono state rinvenute alcune colonne, probabili resti di un tempio dedicato a Minerva; un’ara di marmo bianco scoperta durante la demolizione delle mura; un mosaico a tasselli bianchi e neri che costituiva il pavimento di un edificio presente sull’antica via Traiana, rinvenuto nella costruzione della strada che da Otranto conduce ad Uggiano la Chiesa.
san pietro otrantoNel VI secolo a.C., dopo la decadenza della potenza romana, arrivarono ad Otranto, che si trovava già sotto il dominio di Bisanzio, i Bizantini, che rafforzarono le fortificazioni difensive per proteggere la città da eventuali attacchi esterni. In questo periodo ci fu l’affermazione del rito greco, utilizzato nella religione bizantina. Come espressione dell’arte bizantina e del suo rito religioso rimane alla città la chiesa di San Pietro, situata nel centro storico e risalente probabilmente al X secolo; la Grotta del Padre Eterno, risalente al XII secolo e situata lungo la strada che dalla città porta al Colle dei Martiri; l’Abbazia di San Nicola di Casole, un monastero molto importante a livello storico, artistico e culturale, in cui i monaci Basiliani custodivano numerosissimi volumi latini e greci, al punto che l’Abbazia divenne una delle biblioteche più ricche d’Europa.
cattedrale otrantoNell’XI secolo a.C. i Normanni invasero il sud Italia e quando nel 1064 arrivarono ad Otranto non cercarono di stravolgerla, anzi si impegnarono a modificarla in positivo, accrescendo il benessere economico e la ricchezza della città. Nel 1088 fu consacrata la Basilica Cattedrale, sintesi del paleocristiano, del romanico e dell’arte orientale.
Con l’avvento dei Normanni, però, Otranto diventò una città chiusa e la sua ricchezza iniziò a scomparire.
Intorno al 1400 gli Aragonesi conquistarono le città meridionali appartenenti agli Angioini, compresa la città di Otranto che in quel periodo era una delle più popolose del Salento.
Nel 1480 Otranto fu invasa dai Turchi che saccheggiarono l’intera città, uccidendo 800 abitanti che non furono disposti a convertirsi all’Islam. La città, ormai distrutta, fu liberata e ricostruita dagli Aragonesi.
mura otrantoNei secoli successivi Otranto ebbe un declino, facendo fatica a riprendersi dall’attacco turco. Verso la fine del Seicento le campagne intorno alla città furono abbandonate, causando la formazione di paludi, pericolose per la diffusione della malaria.
Nel Settecento ci fu una lieve ripresa che si intensificò nell’Ottocento, quando durante il periodo Napoleonico la città diventò Ducato del Regno di Napoli. In quel periodo ci fu la bonifica dei terreni paludosi, permettendo così di ricominciare a coltivare i campi e far ripartire l’economia agricola. E proprio l’agricoltura, insieme alla pesca, furono le colonne portanti dell’economia di Otranto fino agli anni Sessanta.
Verso gli anni Settanta ci fu un cambio di tendenza e Otranto diventò un’importante meta turistica, con il passare degli anni si è lavorato molto verso questa direzione e ancora oggi il turismo è alla base dell’economia otrantina.